CRAZY RIDER
BELGIAN BLOND
BIRRIFICIO LABI ROSA’


Birra Crazy Rider Belgian Blond Birrificio LABI Rosà

Birra Crazy Rider Belgian Blond Birrificio LABI Rosà

E’ a Rosà (VI) la sede di questa realtà brassicola artigiana, in cui operano tre soci, la cui produzione vede nella Collezione Garage la massima espressione, con birre non filtrate né pastorizzate (quindi “crude”), per lo più ad alta fermentazione.

Quella che degusto è una Belgian Blond, vale a dire una birra bionda di stile belga, ad alta fermentazione (lieviti Saccaromices Cerevisiae attivi a 15-25° di temperatura), con titolo alcolometrico di 6,3°.

Cade nel bevante color oro antico, la cui tonalità è di estremo “calore”, quasi vellutata e raffinatissima, leggermente velata (non è filtrata) con una mousse candida, soffice, pannosa e di buona persistenza, ancorché non perfettamente uniforme.

Il naso è di estrema finezza, pulito e franco nei descrittori: note floreali di tiglio, sfumature mielate, frutta “tropicale”, banana e frutto della passione, “a pasta gialla”, albicocca su tutto, “a pasta bianca” molto matura (pera William e mela Golden), cenni di caramello, creme brulé, torrone e panforte.

In bocca entra con carbonatazione misuratissima, morbida, fruttata e leggermente “nocciolata”, “tracciata” dai malti utilizzati, che vedono come “base” il Pilsner, che regala un gusto di legumi secchi, cui si sommano frumento (wheat), probabilmente in fiocchi, e Carablond, vale a dire un malto Caramello un po’ più dolce e di colore più intenso.

Molto interessante il punto di amaro, stabilmente presente ma equilibrato, a contrapporsi giustamente alla “dolcezza maltata”. E’ leggermente resinoso (pino), ritengo grazie al luppolo sloveno Aurora, arricchito, per l’aroma, da un luppolo tedesco classico, l’Hallertau Tradition, floreale e delicato, variante dell’Hallertau Mittelfruh (se non fosse per una % più elevata di alfa acidi, le resine che, in cottura, si trasformano in iso alfa acidi, dando l’amaro).

E’ una birra che a tavola darà il meglio di sé in abbinamento a pietanze di modesta struttura, discrete articolazione gusto olfattiva e grassezza, come:

  •  antipasti – un’insalata di piovra e patate, verdurine pastellate e fritte, bigné con spuma di mortadella;
  • primi piatti – riso o pasta con primizie primaverili, zucchine e piselli in particolare, oppure con piccoli crostacei, come scampi o gamberi;
  • secondi piatti – carni bianche scaloppate e fritte oppure a cotoletta, fritto di scampi e gamberi, formaggi di media stagionatura e buona grassezza.
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